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	<title>Miss Italia - Il Blog di Juanita</title>
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	<description>Il diario di bordo di Juanita</description>
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		<title>Con due occhi così.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 07:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha vinto Stefania, per gli addetti ai lavori, Bambie &#8211; se ti guarda con quegli occhioni diritta in faccia abbassi il fucile, ti metti a piangere, cerchi sua madre per riportargliela. Stefania spicca non solo per altezza, io sono alta come il suo femore, ma anche per il suo incedere particolare, con questa faccina perfetta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/stefania.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-239" title="stefania" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/stefania.jpg" alt="" width="350" height="285" /></a></h3>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: 15px;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p>Ha vinto Stefania, per gli addetti ai lavori, Bambie &#8211; se ti guarda con quegli occhioni diritta in faccia abbassi il fucile, ti metti a piangere, cerchi sua madre per riportargliela. Stefania spicca non solo per altezza, io sono alta come il suo femore, ma anche per il suo incedere particolare, con questa faccina perfetta. Molto telegenica.</p>
<p><span id="more-234"></span></p>
<p>Stamattina alle sette, a Montecatini Terme si intravedono migliaia di cittadini nascosti dietro le conifere: guardano se Miss Italia &amp; Co. vanno via perdavvero o, se come tutti sperano, staranno con noi fino al prossimo Agosto. Non sappiamo cosa fare di noi stessi, quindi probabilmente ci metteremo a dieta o inizieremo un corso di Joga. Ho spedito una email al sindaco stamattina per chiedere che tutti i cartelloni Benvenuta Bellezza siano apposti nella via che porta al mio condominio, vediamo che succede.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La direttrice della logistica dell&#8217;evento è partita per i monasteri della Turchia, scegliendo l&#8217;area indicata dai gestori telefonici come MAS: Mancanza Assoluta di Segnale. Suo marito l&#8217;altro giorno si è incatenato davanti al Comune per sapere dove fosse finita. Il Sindaco si è tagliato i capelli, e questo forse era il vero scoop di ieri sera, visto che Beppe, nome utilizzabile solo per la popolazione locale, in genere li porta come un nido - è uomo attento alla sostanza e poco ai ghingheri. (Non ci toccate Beppe). Nei bar del centro c&#8217;è stato un cartellone eventi musicali roba da Off Broadway, e ci chiedevamo se fosse opportuno rapire qualcuna delle ragazze per fare finta che il concorso ci sia ancora, per vedere la cittadina così vibrante anche a Novembre. Più di tutto mi mancherà la Divina Mirigliani, che giunge (con moto mai scomposto) in un luogo con uno dei suoi vestitini e sembra subito di essere a Parigi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le critiche, i veleni, le insinuazioni su Miss Italia mi hanno fatto riflettere su come molta eccitazione talvolta si convogli in tubi sbagliati: da quando un concorso di bellezza è antagonista della bellezza? Siamo così stravolti dall&#8217;abuso del corpo &#8211; dovunque &#8211; che non ci riesce di guardare serenamente una ragazza in costume che ce la vuole fare a diventare attrice, cantante, presentatrice, modella? Certo, è sempre più importante l&#8217;intelligenza della bellezza: se lo chiede qualcuno ai meeting di canoiste o alle partite di calcio? Allarmante. Quale suspence ci deve mai essere nel riportare i televoti del pubblico e intrattenere un pubblico in teatro &#8211; <em>chiamate lo staff di CSI, fate esplodere un pezzo di palco, fate la cresta a Frizzi</em>. Cosa c&#8217;era mai da indagare, qui? A meno che <em>grande scoop</em> non sia la cremina da notte messa in frigorifero per funzionare meglio: niente. Il Pulitzer è più papabile sulle grandi inchieste che scovano terroristi, si evince dal regolamento, che a Montecatini Terme, provincia di Pistoia, trentamila abitanti circa e duecentrotrentatre miss ai blocchi di partenza. Un unico rimpianto: non ho incontrato Paolo Migone.</p>
<p><em>(Stefania Bivone, foto di Luigi Saggese)</em></p>
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		<title>L&#8217;invasione delle ultra-targhette.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 16:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Colazione al Bar Biondi in piazza stamattina, coi tavoli fuori ed i pasticcini; avevano detto che avrebbe piovuto a scroscio, invece è grigino &#8211; un caldo cane. La città è diventata succursale dell&#8217;Impero: tutti parlano romano. Qualcuno di qui, più chic, ci prova con l&#8217;accento di Latina, per sembrare più scafato &#8211; hey, anche io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/juany3501.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-225" title="juany350" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/juany3501.jpg" alt="Juanita de Paola" width="350" height="263" /></a></p>
<p>Colazione al Bar Biondi in piazza stamattina, coi tavoli fuori ed i pasticcini; avevano detto che avrebbe piovuto a scroscio, invece è grigino &#8211; un caldo cane. La città è diventata succursale dell&#8217;Impero: tutti parlano romano. Qualcuno di qui, più chic, ci prova con l&#8217;accento di Latina, per sembrare più scafato &#8211; <em>hey, anche io sono della cricca</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-221"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dovunque persone con pass e rassegna stampa in mano, un esercito. Una ragazza bionda e altissima impreca come uno scaricatore: non ha il pass e allora siamo salvi &#8211; siamo nella fase &#8220;ospiti di Miss Italia per la prima volta&#8221;, abbiamo paura che arrivi qualcuno e ci porti via il concorso con una scusa o un&#8217;altra. Quindi stiamo attenti a non fare passi falsi, ci vestiamo meglio, siamo tutti compiti e diciamo la &#8220;o&#8221; stretta per darci un tono di eleganza. L&#8217;altro giorno ho visto un amico di infanzia che lavora in hotel fare sparire in tasca un mini vaso di fiori finti, per non fare figuracce con gli ospiti. Altri, la notte si infilano il passamontagna e vanno a raccattare i mozziconi, mangiandoli se qualcuno si avvicina (per non suscitare sospetto).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al tavolino col Sole 24 Ore come ogni Domenica ho letto le pubblicità: il resto non lo capisco bene, ma sono un&#8217;assidua compratrice del giornale da quando ho trentadue anni. (Ora ne ho ventisei). Mezza Pinta, mia figlia, chiede insistentemente un giochino e le tappo la bocca con un vassoio di biscottini alla nutella, perniciosissimi, pur di sentire cosa dice la masnada di staff, giornalisti, analisti, managers, seduti attorno a me &#8211; c&#8217;è sempre qualche scoop incredibile che non potrò pubblicare dietro l&#8217;angolo. Per trovare parcheggio in centro stamani ho speso tutti i nomi che conosco, ma è servito a nulla: sono finita in un comune limitrofo, praticamente. Al bar sembrava di essere nelle cartoline di Montecatini Terme degli anni quaranta, quando esseri umani erano dovunque. Ho letto il giornale in mezzo ai &#8220;romani&#8221; e mi si è stampato un sorriso ampio sulla faccia: <em>siamo vivi</em>, ho pensato, <em>anzi</em>, <em>redivivi</em>.  Montecatini Terme gode di sana e robusta costituzione, oggi.</p>
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		<title>Ci siamo.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 23:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passeggiata in incognito stasera. Il mio pass che genera bevute gratis e strizzottamenti di guance l&#8217;ho lasciato in borsa: sono a giro nella mia cittadina, trentamila abitanti circa, a sentire l&#8217;aria dell&#8217;evento prossimo venturo &#8211; la diretta Rai, l&#8217;epilogo del concorso. L&#8217;elezione. &#160; Il parroco mi ha chiamato per sapere se avevo dei biglietti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-223" title="eleonora" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/eleonora.jpg" alt="" width="350" height="637" /></p>
<p>Passeggiata in incognito stasera. Il mio pass che genera bevute gratis e strizzottamenti di guance l&#8217;ho lasciato in borsa: sono a giro nella mia cittadina, trentamila abitanti circa, a sentire l&#8217;aria dell&#8217;evento prossimo venturo &#8211; la diretta Rai, l&#8217;epilogo del concorso. L&#8217;elezione.</p>
<p><span id="more-219"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il parroco mi ha chiamato per sapere se avevo dei biglietti e gli ho spiegato che conto come il due di picche. La ricerca matta e disperata è inziata anche fra gli insospettabili, quelli che <em>io guardo solo i film di Krzysztof Kieślowski.</em> E&#8217; questa la cosa più divertente di ospitare Miss Italia, il vedere la trasformazione umana da feroci critici  a <em>ma io pago eh, se è un problema di soldi, ma mia suocera vorrebbe proprio vederla questa Miss Italia</em>. Ovviamente non ci sarà parentela che regga: non so come funziona, come ci si accaparra un ingresso, ma ho visto cose che voi umani eccetera eccetera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I turisti sono sconvolti, in senso buono, perchè i bar sono aperti fino a tardi e c&#8217;è musica tutte le sere &#8211; <em>we&#8217;fe been here pefore, it&#8217;s never peen like this, this is fery nice</em>, dicono i nostri adorati tedeschi, che quando mancano li andiamo a cercare alle fiere. Ha aiutato parecchio un Settembre strepitoso, che ci illude che sia ancora tempo di spiaggia e cocomero, ma di sicuro le Miss ci hanno un pò rivoluzionato il quotidiano. Non ho ancora incontrato le mamme delle ragazze, forse succederà domani &#8211; Patrizia Quell&#8217;Altra ha mandato l&#8217;odg e vedo che c&#8217;è un incontro. In compenso ho visto che le nuove tecnologie sotto forma di telefonini con videocamere le tengono in contatto continuo con i parenti &#8211; sono giovanissime in fin dei conti, hanno diciottanni o poco più, immagino che manchino loro la propria casa, il <em>fidanzatino</em>, gli amici. Qualcuna ha figli piccoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Rina ha il giornalino con i volti e le foto &#8211; che io so essere di Luigi Saggese e il suo gruppo, perchè io quelle foto le ho viste fare (<em>bella, perfetto, ci sei, no nun me mette la mano sur fianco, stai naturale, nun te preoccupà de posare, sei bella, vai</em>). Ha segnato quelle che le piacciono di più con la penna rossa e quelle che ha visto dal vivo, al Tettuccio, con la penna nera. Tutti abbiamo la nostra storia sulle Miss in questi giorni, tutti siamo passati dal Villaggio al Teatro Verdi. Siamo pronti all&#8217;incoronazione e probabilmente le ragazze, una in particolare, sono anche loro ai blocchi di partenza per una nuova vita, fatta di televisione o teatro. Magari cinema. Chissà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al baretto vicino al parco parlano i camerieri come se avessero organizzato tutto loro. Gli stranieri chiedono del concorso e ottengono le risposte più disparate &#8211; nessuna corretta. Ascolto i <em>si dice</em>, mi sbevucchio un caffè lungo dietro l&#8217;altro e mi godo il nuovo camminamento pedonale che porta alle terme Excelsior. E&#8217; pieno di ragazzini. Col fatto che passano le telecamere a registrare a sorpresa, la cittadina si è ritrovata elegante in passeggiata e siamo tornati un pò glamour, come quando veniva Grace Kelly col principe Ranieri o Cary Grant. In fin dei conti, ci voleva.</p>
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		<title>Un solo modo per arrivare lassù.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 16:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sfilate]]></category>
		<category><![CDATA[Robin Roberto Ciasca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Da piccola non perdevo una puntata della saga fumettistica di Dago, una creazione di Robin Wood e Alberto Salinas che è titanica per contenuti e disegno. Dago è l&#8217;uomo ideale, con la sua bellezza ruvida, l&#8217;onestà brutale e soprattutto la sua evanescenza: una sera ti guarda da dietro una candela come se non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-209" title="Roberto Ciasca" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/robin350.jpg" alt="Roberto Ciasca" width="350" height="244" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da piccola non perdevo una puntata della saga fumettistica di Dago, una creazione di Robin Wood e Alberto Salinas che è titanica per contenuti e disegno. Dago è l&#8217;uomo ideale, con la sua bellezza ruvida, l&#8217;onestà brutale e soprattutto la sua evanescenza: una sera ti guarda da dietro una candela come se non ci fosse domani, il giorno dopo guida le truppe nel deserto &#8211; perchè lui <em>quello</em> fa, è un eroe condottiero .</p>
<p><span id="more-208"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roberto Ciasca, Robin, è nella giuria tecnica di Miss Italia: è qui per tramutare e conservare assieme, per leggere una faccia ed esaltarne un particolare eterno, caratterizzante &#8211; qualche volta persino un difetto conclamato. Vive in un mondo di bellissime, a noi suona strano, eppure un difetto qualche volta è quello che fa la differenza fra essere carina e stare (adorate) su una copertina. Roberto è Dago. Dago geneticamente incrociato con Vin Diesel: stesse braccia, stesso volto, stesso sguardo severo. Mi perdonano sempre le mie amiche che lavorano nel cinema d&#8217;essay o lo guardano, io sono fra quelli che Star Wars o le Cronache di Riddick <em>ci vediamo fuori dal cinema ragazzi guai a voi se entrate senza di me</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al pannello dei giudici che esaminano le duecentotrentatre ragazze è seduto in fondo a destra, io sono al lato opposto è mi sono persa tutto il Friuli, la Sicilia, la Calabria, per osservare insistentemente la potenza del cranio tondo e, soprattutto, cercare di sfondare quello sguardo: che c&#8217;è là dietro? Perchè non mi riesce di guardare le ragazze in costume che eppure sono come un ciondolo ipnotico &#8211; non si può fare a meno di seguirne la camminata. <em>Chi è quello</em>? Chiedo alla signora accanto a me. <em>Robin</em>, mi dice. <em>Trucco e parrucco</em>, aggiunge. Penso che sia una definizione orrida, credevo che si dicesse solo per scherzo, ma d&#8217;altronde nel mio mestiere (vero) si usa Immobile per indicare una Casa &#8211; e allora chiamiamola <em>Sempiternamentelìanchequandoseimorto</em>, già che ci siamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non sono pronta per Robin al primo giorno di bloggaggio (molesto), ma me lo segno nel taccuino perchè ci devo parlare. Scrivo Roberto e non Robin perchè non ho una grande passione per i soprannomi &#8211; nessuna rockstar che ho incontrato apprezza il suo nickname una volta che ce l&#8217;ha fatta. Giorno Diciotto, con l&#8217;intercessione del maestro Tiziano Miaghi Zorza-San  riesco a ottenere udienza. Roberto arriva nel momento preciso in cui dovrei andare a prendere mia figlia, che abbandono al suo destino mandando un sms a dodici tate contemporaneamente. Saprò verso le sei del pomeriggio che è arrivata a casa, ma tanto me l&#8217;ero dimenticato. Ci piazziamo uno davanti all&#8217;altra e inizio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sei laureato in Scienze Biologiche, gli dico. <em>Si, ma non lo mettere, sembra che mi voglia riscattare da un immagine di omino tutto mossette solo perchè faccio il truccatore</em>. Ho perso la prima flotta &#8211; ha ragione. Nel frattempo mi ha piantato gli occhi fra le pupille e l&#8217;intestino tenue: bene così, sono qui per questo. Rispondo allo sguardo per quel che posso, solo che stamani mi sono messa il correttore invece del fondotinta, perchè non ho avuto tempo di andarlo a ricomprare: ho la couperose, non mi piace fare vedere le righette rosse sulle guance, sembro sempre avvinazzata. Sarebbe come se mi fossi presentata in tuta fucsia di ciniglia per intervistare Valentino. Mi sento un disastro, però sono a mio agio: è vero che mi sta facendo lo screening, ma non percepisco intenti malevoli. Tuttaltro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>So dove voglio arrivare oggi: gli voglio chiedere dove va la bellezza, se il  trucco del futuro prossimo è un compressore per il fondotinta o un ago che precede un filler, magari un bisturi, un sistema &#8211; o un insieme di azioni &#8211; che adegui il nostro volto all&#8217;immagine che abbiamo di esso. Non ho dubbi, per me vale la seconda ipotesi, ma io non mi so truccare e ho paura dell&#8217;anestesia. Detto questo trovo geniale ogni intervento umano che porti benessere, salute, autocompiacimento almeno quanto ammiro una bellezza naturale come quella delle Miss &#8211; basta che l&#8217;uno non predichi all&#8217;altro. Ora devo solo trovare un modo per portarcelo, un piccolo scivolo che mi faccia scendere in allegria verso il suo giardino privato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli chiedo di Gil Cagnè, il mentore che la stampa gli ha attribuito, il grande truccatore di cui ha preso il posto (dopo il decesso improvviso). Gli dico che non mi vengono in mente due persone più diverse, e ride. <em>Siamo meno diversi di quello che credi</em>, <em>davvero</em>. Bingo. Rimango zitta. Mi racconta di una loro litigata, di Gil che leva saluto e parola a Roberto, il suo pupillo, e poi chiede scusa senza chiedere scusa. Mi racconta di quando è partito alla ricerca dell&#8217;innovazione e ha cambiato &#8220;casata&#8221;, ora è la mente di Deborah. Mi racconta storie che mi piacciono tutte, ma lo sapevo prima che aprisse bocca, e sposta di continuo l&#8217;attenzione da sè. Ecco, penso, la caratteristica dei numeri uno: allergici alla prima persona singolare. Possono parlare di sè per due ore senza farlo davvero, perchè l&#8217;unico luogo in cui riescono a ridefinire il loro contorno è negli occhi degli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli chiedo di definire la bellezza e finiamo da qualche parte nella filosofia spicciola, nell&#8217;area in cui la donna-madonna piace a tutti ma si scorda velocemente mentre la bellezza extra ordinaria ci colpisce nel vivo e si fa largo nei nostri ricordi. Mi fa due esempi che ricorderò per sempre ma che non uso, perchè ogni tanto usciamo dall&#8217;intervista e parliamo di quello che non si può scrivere. Sto per chiedergli dove va a rimettere benzina quando l&#8217;empatia, l&#8217;ascolto degli altri gli dragano via ogni Vis, mi risponde che si rifornisce al benzinaio della razionalità. Si può creare nella disperazione e nella gioia, ma l&#8217;appiglio del talento sta nel cervello, non altrove. Mi dice che il momento in cui ha le sue migliori intuizioni è il dormiveglia. Siamo a dama. <em>Trucco futuristico o interventi, anche chirurgici</em>? Sorride un&#8217;altra volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Mi piace la tua domanda. Siamo già lì, non c&#8217;è bisogno di andare nel futuro: il trucco di oggi deve tenere conto delle modifiche fatte per non annullarle. Non esiste ancora una vera cultura del trucco inteso come sistema di comunicazione in realtà, già i capelli hanno un ruolo un pò più ordinario nella visione estetica femminile della donna italiana. Eppure il trucco è una forma di comunicazione, forse la più antica: non tutti gli egiziani portavano l&#8217;eye liner, solo quelli che appartenevano alla casta più alta. Hanno ritrovato mummie di piccole assire intossicate dai minerali che si spalmavano in faccia &#8211; facilmente reperibili, ma tossici. Il trucco è un linguaggio antico, atavico, femminile: il mio ruolo oggi è quello di pensare un aspetto totale, che passi dal trucco per esaltare ma mai per nascondere o mutare. Poi guardo i capelli. Poi penso anche a molto altro. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo sudati. Abbiamo parlato davanti ad una finestra enorme, c&#8217;è un sole da mezza estate, è ora di mangiare &#8211; sto facendo la dieta, se non mi metto in bocca una fetta di carne muoio. Lui non si alza, io non mi alzo. Difatti io starei qui ad indagarlo per altre due ore e passa &#8211; gli ho detto <em>ed ora l&#8217;ultima domanda </em>circa dieci volte. Vince l&#8217;educazione tirolese ricevuta che mi impedisce di indulgere nei piaceri: mi alzo per salvarlo e farlo alzare, deve tornare dalle ragazze. Mi dice che ho un&#8217;aria londinese. Mi dice che sa come dormo guardandomi in faccia. <em>Prova</em>, gli dico. <em>Supina</em>. Vero.</p>
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		<title>Terapia post-missitalia.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 10:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho prenotato uno psichiatra di sostegno per affrontare la fine di Miss Italia: il mio badge, passato da Stampa a Organizzazione, mi permette ora anche di guidare all&#8217;indietro contromano e parcheggiare a lisca di pesce nel mezzo della strada. Fra una settimana tutto questo sarà finito e io dovrò affrontare il lutto di tornare alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-199" title="saggese350" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/saggese350.jpg" alt="Luigi Saggese" width="350" height="274" /></p>
<p>Ho prenotato uno psichiatra di sostegno per affrontare la fine di Miss Italia: il mio badge, passato da Stampa a Organizzazione, mi permette ora anche di guidare all&#8217;indietro contromano e parcheggiare a lisca di pesce nel mezzo della strada. Fra una settimana tutto questo sarà finito e io dovrò affrontare il lutto di tornare alla normalità.</p>
<p><span id="more-198"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ieri ho atteso il momento di maggiore affluenza a Montecatini Terme e mi sono infilata il pass, camminando fra gli sguardi spalancati di tutti gli astanti. Non che io stessi andando a lavorare, in realtà stavo cercando un aggeggino per Mezza Pinta, mia figlia, ma con la mia tesserina magica mi hanno servita di corsa, per prima, e mi hanno elargito mezzo chilo di campioncini. Roba che normalmente mi danno una spugnetta per i calli. Siccome mi hanno scortato al reparto trucchi mi sono sentita in dovere morale di acquistare moltissimo, e ho finito le riserve ecnomiche della settimana &#8211; ma ho fatto una figura grandiosa. Posseggo un pass &#8220;Organizzazione&#8221;, che di per sè significa che io e gli elettricisti siamo una cosa sola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono entrata &#8220;lì&#8221;. Sono entrata dentro il PalaSpecchiasol, il luogo dove si terrà la diretta di Miss Italia e dove le ragazze provano coreografie segrete in costumi altrettanto protetti: mi hanno fatto lasciare lì il lobo dell&#8217;orecchio come cauzione, me lo renderanno a fine lavori se riesco a non fare la spia. Mi hanno bloccato all&#8217;ingresso, per poi riammettermi solo perchè mi sono aggrappata a Simone The Regista: mi sono sentita come a Disney Land la prima volta, al giochino di E.T., quando ho desiderato reincarnarmi lì dentro, ingranaggio di un macchinario straordinario. E&#8217; la mia prima volta su un set così istituzionale, così strutturato &#8211; sembrava la Battaglia delle Due Torri del Signore degli Anelli, con cose giganti che si spostano in velocità e centinaia di persone che sciamano da un lato all&#8217;altro. Luci psichedeliche mi hanno invogliato a fare amicizia con tutti. Ho salutato con l&#8217;inchino la bionda alta due metri che si fa prima a suicidarsi che a pigliare una ciaffata.  La bionda credo che faccia capo a Igor, l&#8217;Uomo Armadio, che presiede tutta la sicurezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le Miss sono soldati cosacchi che eseguono coreografie e azioni all&#8217;infinito senza ferire colpo, e vivono nella regola agostiniana applicata alla bellezza: dodici ore di lavoro, impacchi, capelli, cremine, mangiarini salutari e a letto. Qualcuna balla come una professionista, la mia preferita &#8211; non posso dire quale, perchè vorrei riattaccarmi il lobo all&#8217;orecchio. Il mio amico R si è comprato un camper e ora staziona davanti al palazzetto in cui ci sono le prove facendo il Saluto Alle Miss ad ogni sorgere del sole sul tettino della macchina. Si è comprato un teleobiettivo lunare per vederle senza difetto in quei pochi minuti in cui da una prova si spostano in autobus e vanno altrove. Stamattina ho incontrato la signora Patrizia, (non quella, quell&#8217;altra dell&#8217;ordine del giorno), e non mi ha incenerito. Quindi sto attaccando un ex-voto al poster qui fuori per mantenere la sua benevolenza.</p>
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		<title>Il Sabato del villaggio web.</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 13:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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<p><img class="alignnone size-full wp-image-193" title="simone350" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/simone350.jpg" alt="Simone, Miss Italia Channel" width="350" height="528" /></p>
<p><em>Il regista del channel viene in su dalle scale mobili, recando in mano una pila di ciddì e divvuddì. Onde, siccome suole, ad editàr egli si appresta, diman al dì di festa, cento ore di riprese live</em>. La redazione del web channel possiede La Pazienza. Essi visionano a cicli di diciotto ore consecutive le registrazioni alle Miss, delle Miss, sulle Miss (in, con, su, per, tra, fra): editano, tagliano, migliorano, accorciano, intensificano, allungano, contrastano.</p>
<p><span id="more-190"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel mezzo a questi video stanno le voci giovani, squillanti, delle ragazze &#8211; le loro faccine. Sono molto lunghe, snelle, belle dal vivo. Molto di più di quanto sembrino in fotografia o nel video che, ho scoperto, le appiattisce nei tratti del viso e ne allarga il perimetro &#8211; ho visto io stessa una creatura magnifica evolversi in pechinese non appena entrata in camera. Attaccati agli schermi ci sono loro: Simone, il regista &#8211; <em>non sta alla macchina, mi spiegano, è la macchina</em>; Maurizio, operatore esperto di facce perplesse che produce i suoi cortometraggi in pellicola; Roberto, che magheggia il montaggio; Lorenzo, operatore ed editor che assomiglia a Nick Kamen. Lo stesso fotogramma centinaia di volte: un filtro alla volta, un colore, un passo avanti e uno indietro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Niccolò è invece un autore, è il primo di cui mi sono ricordata il nome perchè parla come Dario Vergassola. Praticamente è Aristofane of the Beauty Pageant, cioè crea dei canovacci per le riprese onde evitare che si caschi in secondi di silenzio imbarazzato. Dirige il tutto senza bacchetta ma con la forza delle idee Tiziano Zorzan, motore creativo del channel e della uebbizzazione dell&#8217;apparato Miss Italia: ogni giorno fa almeno dieci brain stormings da solo &#8211; lo si evince da quando si gratta la testa in maniera compulsiva. Il boss del canale è Nicola Mirigliani, responsabile di portare il futuro nel presente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel grande Palazzo dei Congressi siamo nella sala esposta al sole diciotto ore al giorno, ma spesso ci spengono l&#8217;aria condizionata per via che qualcuno soffre di cervicale. Siamo stati fortunati: è il Settembre più caldo dopo Nagasaki. Quindi ho appena bevuto un mojito al gabinetto con un dito sotto l&#8217;acqua fredda corrente, per vedere se riprendo una temperatura inferiore ai sessanta gradi centigradi. Non aiutano i macchinari (sei) per l&#8217;editing video, soffioni boraciferi su cui vengono esportati i video. Oggi il mio compito è quello di andare a intercettare Frizzi. Infatti ora vo.</p>
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		<title>Giorno Sedicesimo.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 17:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Patrizia Mirigliani]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-185" title="patrizia350" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/patrizia350.jpg" alt="Patrizia Mirigliani" width="350" height="537" /></p>
<p>Della poesia artigianale, quella in rima baciata che parla di tramonto e altre parole romantiche, più di tutto mi turba il passato remoto: sognai, sperai, volli. La pleonastica pesantezza. Mi piace il presente, invece, come punto di contatto fra passato e futuro, come specchio in cui guardarsi &#8211; possibilmente di buon umore, con soddisfazione. Il nostro oggi qui alla redazione è come lo spogliatoio prima della corsa campestre. <span id="more-184"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni Miss ha circa un migliaio di proprie foto fra set e apparizioni &#8211; il mio amico R scrive Apparizioni con la A maiuscola. Esiste un gruppo di visionatori/selezionatori/editori professionisti facenti capo ad un fotografo parecchio popolare, Luigi Saggese &#8211; ha ritratto Carole Bouquet, mi chiedo se è da allora che si è stampato quel sorriso di lato sulla faccia, come dire, <em>sì sì, fate quer che ve pare, io ho fotografato Carol Bouquet</em>. Ha un accento romano appena pronunciato &#8211; <em>Sì, bbrava, bbene, così ddai, più sicura. Bella gosì</em>, <em>forza che cce siamo</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il tecnico di internet è entrato con il suo dolcegramma: <em>potremmo non avere connessione internet, stiamo raddoppiando la banda</em>. Il che è comprensibile per molti, certo. Detto questo qualcuno si è affacciato per vedere se per caso gli ottoni e le congas stessero unendosi alla Big Band di Montecatini Terme. Per liberarci dei curiosi abbiamo fatto una convenzione con le Terme Tettuccio e regalato l&#8217;acqua depurativa all&#8217;ingresso. Qui da stamattina c&#8217;è una bellissima ragazza, credo una presentatrice, che guarda il computer e sorride &#8211; trattasi di coma farmacologico, forse. Forse era qui quando siamo entrati ed è un&#8217;installazione di Cattelan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il signore che pulisce le scale e il corridoio mi aspetta: ormai ne ho la certezza. Attende paziente che arrivi indossando le scarpe col tacco e dà il cencio. La cera. L&#8217;olio extravergine di oliva. Oggi ho pensato quindi di ripetere &#8220;La&#8221; scena di Francesco Nuti in Caruso Paskoski, e sono entrata in rovesciata nella stanza di Marcello Assertico Cambi, CEO dell&#8217;Ufficio Stampa che segue Miss Italia da quando la Mirigliani Dinasty è subentrata a Dino Villani. Cesare Augusto Cambi non si è &#8220;proprio&#8221; spaventato, ha più assunto uno sguardo come quando hai vinto un premio alla lotteria e poi scopri che è un errore. <em>Salve, lei chi è</em>? Un&#8217;idiota, penso, ma rispondo La Blogger. Io sono La Blogger. Per l&#8217;ottanta per cento degli addetti sono <em>Ah c&#8217;è llei, famo silenzio.</em> Per un altro venti, sono La Plocherr. Con la r finale arrotata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Divina mi vuole bene, invece, e quando mi vede mi sorride con benevolenza. Ieri mi ha anche portato a pranzo alla Pace, il super hotel di lusso che ospita quelli importanti, e per non fare brutta figura ho appena piluccato qualche verdurina &#8211; mentre le Miss mangiano piattate di pasta e godono di metabolismi abbastanza atipici, gli operatori si nutrono di bacche e radici. Alla fine del pasto ho ringraziato caramente sentendomi in colpa per la fame residua, eppure che ci devo fare io, ho le ossa grosse. Ma non ho ceduto ai tramezzini di pane bianco all&#8217;uovo, tonno e maionese, per rispetto a tutti gli staff, che hanno un peso medio ponderato di sei chili su peso specifico lavorativo di diciotto ore al giorno. A parte Roberto, ma lui non vale perchè c&#8217;ha due chili di rasta in testa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(La divina osserva le Miss nelle foto di Saggese)</p>
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		<title>A mezza montagna.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 15:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-178" title="gianluca350" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/gianluca350.jpg" alt="gianluca350" width="350" height="528" /></p>
<p>Siamo a metà strada. Lo si evince dal fatto che i due staff di Miss Italia &#8211; Miren e Rai &#8211; hanno cominciato ad abbinare le scarpe alle borse sotto gli occhi. Gente che si trascina da una stanza all&#8217;altra chiedendo <em>Io sono qui</em>? Autoctoni aspettano che passi la Mirigliani per farsi benedire, donnine di duecento anni nascoste nei bagni del primo piano in attesa di incrociare Fabrizio Frizzi, che ri-arriva stasera, e baciarlo, probabilmente sul dorso della mano, giacchè è alto quattro metri.</p>
<p><span id="more-175"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Stamani Patrizia (non quella, quell&#8217;altra, quella che realizza l&#8217;odg e sposta gli oggetti con la sola forza dell&#8217;ulna) indossava occhiali con fiamme vive sui lati, per cui tutte le persone che l&#8217;hanno incontrata sulle scale mobili si sono buttate di sotto per non incrociarle lo sguardo. Non ho trovato la stanza aperta alla redazione del Web Channel quindi mi sono messa col mio compiuterino nella sala dell&#8217;Ufficio Stampa, dove gli addetti hanno iniziato a parlare in alfabeto farfallino per non farmi capire cosa si dicevano. Mi sono connessa alla rete internet chiamata Chiatta che mi ha fatto entrare senza password.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il lavoro è immane. Gente che cammina recitando a mente A Zacinto intervallato alle righe dispari dell&#8217;Odg, il fotografo Saggese sta rinominando le foto delle Miss attingendo ai nomi dei colori e delle piante carnivore, Super Zorzan ha raggiunto l&#8217;Ottavo Dan del concept e adesso si esprime per ideogrammi. Richard Gere The Second mantiene la flemma mentre si informa sul destino della rete dati, che oggi procede veloce come la goccia di resina sull&#8217;albero. Il tecnico informatico viene ormai interpellato per tutto: <em>Scusi, mi aiuta, chè non mi va il mouse</em>? Oppure <em>Posso ritrattare il tasso di interesse sul mio mutuo</em>? Ma anche <em>Conosce mica una valida strategia per vincere il sesto schema di Super Mario Bros</em> (quello con Yoshi)?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci vogliono nuovi stimoli, ci vuole olio per ungere i meccanismi del titano Miss Italia: quando si scalano i monti bisogna ad un certo punto intravedere il finale, la baita col formaggio, il rifugio in cui riscaldare gli scarponi umidi di acqua. Dobbiamo rifocillarci, compresa la Divina Mirigliani, che ha perso fra le dieci e le quattordici libbre. Si guarda ai più forti in questi momenti, tipo Alessandra Maria Pragmatica, capo logistiche e Governatore del Centro Italia, capace di abbassare lo Spread con un ammicco da poker. I suoi familiari hanno dato l&#8217;annuncio della sua scomparsa a fine agosto e da allora non l&#8217;hanno più vista. Dorme accanto al case del computer nella hall, vicino a Giacomo Il Sibilatore e Asha, capaci di trattenere il respiro per dieci giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la visita al Corridoio Boteriano di Pietrasanta, area situata vicino alla Gora dell&#8217;Eterno fetore di Labyrinth, ci sono le riprese in esterna per gratificare la città che ci ospita, Montecatini Terme: per festeggiare l&#8217;arrivo delle Miss le fonti delle Terme Tettuccio spillano acquavite e non più acqua curativa. Ieri sera due ottuagenari stavano caricando donne vestite di rosso all&#8217;urlo di Hata Toro mentre il mio amico R stava costruendo un tempio nel Villaggio delle Miss. Gianluca, assistente della Divina e Portatore Sano di Buon Profumo, si connette in wi-fi alle stampanti e appone la firma elettronica col dito indice, che si apre com un timbro di Poochie. Porta sempre con sè una borsa a tracolla dal peso specifico di cinquecento chili. La giornata è a chiusura, stiamo andando alla presentazione del libro Curvy, il lato glamour delle rotondità con annessa conferenza sulla taglia 44 &#8211; che io avevo a otto anni.</p>
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		<title>Della gioia.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 13:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Maria Rita Parsi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lei è una donna molto bella, carismatica: ha l&#8217;aura di Okuto, come Ken Shiro, le dico. Infatti entrando dentro l&#8217;area lavoro di gruppo, in cui si ragiona di massimi sistemi ma non di psicoterapia &#8211; non sono malate, sono solo belle &#8211; spicca lei. La mia Miss Italia è Donna Maria Rita Parsi, tremila parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-161" title="mariaritaparsi2" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/mariaritaparsi2.jpg" alt="Maria Rita Parsi" width="350" height="523" /></p>
<p><em>Lei è una donna molto bella, carismatica: ha l&#8217;aura di Okuto, come Ken Shiro</em>, le dico. Infatti entrando dentro l&#8217;area lavoro di gruppo, in cui si ragiona di massimi sistemi ma non di psicoterapia &#8211; non sono malate, sono solo belle &#8211; spicca lei. La mia Miss Italia è Donna Maria Rita Parsi, tremila parole al minuto, seimila pensieri al secondo. Maria Rita, ovvero della mia speranza personale che esista un mondo migliore per le donne con gli uomini è qui, e me la fanno avvicinare nonostante l&#8217;occhio da faina nel pollaio mi abbia preso campo.<span id="more-160"></span><br />
Molte cose vorrei dire, chiedere, ma non potevo prepararmi le domande prima: sarebbe come trovarsi davanti ad un leone, anzi una leonessa, e sparare le cartucce a salve solo perchè si erano messe in ordine. Ci vuole il fucile a canne mozze, qui, altrochè. Questa ragazza di sessantanni è come fuoco, non so bene come spiegarlo, lei è una fonte di calore e io ci sono vicina. So cosa voglio chiederle ora, si tratta solo di sistemare le parole in fila e non una sopra l&#8217;altra. Quella che sta farfugliano sotto un faro a mille gradi sono io. Quella che ha bisogno di logopedia sono ancora io.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le chiedo della bellezza, perchè questo è un tema che scotta &#8211; nella mia testa come altrove &#8211; specialmente per le donne che hanno puntato molto sull&#8217;intelligenza. Difatti non esiste donna felice che non ami almeno un pezzo di sè. Non esiste donna sana che non desideri, almeno una volta nella vita, di essere un totem: semplicemente magnifica. Da adorare. Lo spiego a lei, Sua Femminilità, in un italiano che nemmeno alle scuole serali, e parliamo della paura della propria bellezza &#8211; delle sue conseguenze. <em>Quanto potere in una donna; esiste dentro l&#8217;uomo questo desiderio di ri-entrare nel corpo della madre. Esiste un&#8217;invidia atavica per questo corpo potente, di quel Paradiso perduto che è il grembo della madre, e di ogni donna, e al quale si vuole ritornare. Come dire: paradise-lost, e paradiso ritrovato. A volte, però, gli uomini che si sono sentiti abbandonati, negati dal femminile, cercano di placare il loro odio-amore, distruggendolo, diminuendolo &#8211; il Singolare Femminile, che si vuole spengere</em>. Anche le donne, la misoginia femminile, spesso sono contro le donne così belle, perchè. Perchè sì. Perchè due universi non sono abbastanza larghi per due donne?</p>
<p><em></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La bellezza attira. E&#8217; terapeutica</em>. Giuro che se dice un&#8217;altra cosa così la rapisco e me la porto via: ho un momento Benigni, in cui voglio saltare sulla seggiola e abbracciarmela, ma come si fa ad essere così presenti, così complete, così felici? Sprizza energia, gioia. Di tutte le cose che le voglio dire mi sbuca anche <em>Posso fare una foto per farla vedere alla mia mamma</em>? Anche quella è una ragazza che mi piace tantissimo, quella che mi ha tirato su poco dopo avere smesso di giocare alle bambole &#8211; ma con una saggezza antica. Anche lei è bella e grintosa &#8211; si dovrebbero conoscere. Si piacerebbero.</p>
<p>Siamo ad un concorso di bellezza, è importante capire che c&#8217;è un apparato cui va restituita la sua felicità, il suo scopo &#8211; il suo diritto. Certo, la bellezza che arriva da dentro, dalle proprie certezze come dalla nostra umiltà, combinata con un aspetto che attira gli sguardi è una mescolanza nucleare &#8211; è un motore. Certo, ci hanno massacrato, ci hanno ridimensionato, ci hanno  volgarizzato, ci hanno stigmatizzato. E&#8217; anche vero che bisogna sapere dove si sta per non farsi massacrare. Ma hai visto mai che si riparte da qui: niente volgarità, vietato. Proibito. Niente pose plastiche. Niente trucco pesante. <em>Riappropriamoci di un viso al mattino e di un corpo che, giustamente, non è mai perfetto</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ho un&#8217;ultima domanda per Maria Rita Parsi: &lt;&lt;Ogni donna di successo che conosco cela un piccolo freak dentro di sè. La mia amica S, dirigente d&#8217;azienda, donna bellissima, di successo, ricca, pure bionda: si purga. Non mangia&gt;&gt;. Si acciglia. <em>Ho messo da parte la mia bellezza, da ragazza, per arrivare. Perchè nessuno mi potesse dire che sono stata favorita. Per non scatenare determinate reazioni sgradevoli. Ho favorito la mia libertà, comunque, nelle scelte. Ecco, il mio piccolo freak è lì dentro che spinge per la libertà, da sempre</em>. Mi alzo, perchè se rimango qui le chiedo di sposarmi con rito Buntu. Mi dimentico il computer alla scrivania e la foto, quindi rientro due volte di fila e risaluto. Mi risaluta. <em>Grazie, per le donne</em> le dico e lei sorride ancora.</p>
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		<title>Nicola, Homus Defilatus.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 14:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Juanita</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Patrizia Mirigliani]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Mirigliani]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; arrivata la bufera, è arrivato il temporale qui su Montecatini Terme: raining cats n&#8217; dogs màa, direbbe mia figlia Mezza Pinta che parla l&#8217;inglese come gli immigrati di Brooklyn. D&#8217;altronde suo padre viene dall&#8217;Ohio e io nacqui chez Livorno. Sarà che è Lunedì, sarà che ormai le Miss mi appaiono anche in sogno, sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/nicola350.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-147" title="nicola350" src="http://www.missitalia.it/juanita/wp-content/uploads/2011/09/nicola350.jpg" alt="" width="350" height="528" /></a></p>
<p>E&#8217; arrivata la bufera, è arrivato il temporale qui su Montecatini Terme: <em>raining cats n&#8217; dogs màa</em>, direbbe mia figlia Mezza Pinta che parla l&#8217;inglese come gli immigrati di Brooklyn. D&#8217;altronde suo padre viene dall&#8217;Ohio e io nacqui <em>chez</em> Livorno. Sarà che è Lunedì, sarà che ormai le Miss mi appaiono anche in sogno, sarà che l&#8217;arrivo di Hoara Borselli mi ha steso definitivamente &#8211; <em>ma è vera</em>, <em>dico, è umana</em>? io ho bisogno di un uomo &#8211; da scrutare, si intende.</p>
<p><span id="more-142"></span></p>
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<p>Cerco di intercettare Nicola, capo della web-tv e specialista in dribblamento della mia sottoscritta (bellissima) persona: ha un talento particolare, come io mi paleso in una stanza lui si smaterializza e mediante i bocchettoni dell&#8217;aria condizionata si ricompone a un miglio marino da qui. Ho assi nella manica e qualche conoscenza importante qui, per esempio la barista, quindi mi apposto tutta vestita di nero nel corridoio che porta alla stanza Rai, dove sta affisso il cartellone &#8220;a nana càa macchina fotografica nun entra&#8221; con la mia foto. Passa il direttore dei lavori e tocca la colonna di ferro. Passano le costumiste e incrociano le dita dietro la schiena. Finalmente passa anche Nicola e con un sorriso a denti spiegati, tutti e venti quelli che mi sono rimasti in bocca, lo fermo <em>hai mica mezzora per me</em>? Mi guarda atterrito, oltretutto c&#8217;è pochissima luce. Venti minuti? Dieci? <em>Assolutamente</em>, risponde. Quindi andiamo al bar, dove conto di fare ottima impressione chiamando la barista per nome.</p>
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<p>Il fatto è che io non mi preparo le domande. Studio al dettaglio la persona, quello che ha fatto e poi, quando siamo davanti, quando gli occhi si sono incrociati e la (mia) pancia ha decretato il responso, procedo. Oppure me ne vado, senza presentarmi, così poi nessuno mi sgrida. Io non posso parlare o mangiare con persone che non mi piacciono: il mio istinto colitico mi dice che posso andare tranquilla, la tacca sta su &#8220;bravo guaglione&#8221;. Quindi partiamo. Questo, Miss Italia, è il tuo lavoro? <em>Si, da quattro anni</em>. (Stop). La conferenza stampa e la fine di tutti i lavori è il 20 settembre, dove sarai il 21? <em>Via</em>. (Stop). Sai già dove? <em>No, vivo molto alla giornata</em>, <em>devo stare concentrato qui, ora &#8211; è importante.</em> Come vedi Miss Italia fra vent&#8217;anni? <em>Sul web più che in televisione</em>. <em>Credo nelle nuove tecnologie, in Internet, noi ragazzi siamo lì, subito, si sa tutto immediatamente, si vede tutto</em>. Hai mai avuto una ragazza qui, a Miss Italia? <em>Mai</em>. <em>Se è un lavoro, e per me è un lavoro, questo non è contemplato, non è possibile</em>. Non c&#8217;è dubbio. Anche perchè l&#8217;ho visto mentre passano gli sciami di donne in costume: imperturbabile. Le conta, piuttosto.</p>
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<p>La nostra chiamala-intervista, perchè io non sono una giornalista, si sta svolgendo tutta su un altro piano rispetto a quello che ci stiamo dicendo: trattasi di esemplare raro di maschio silente, di quelli che ci sono ma stanno zitti, di individuo con linguaggio del corpo scarno, non impostato. Non trapela nulla che lui non desideri &#8211; c&#8217;è solo un&#8217;altra persona qui dentro che ha queste caratteristiche, la Divina Mirigliani. Mi sorride e capisco che lo fa con cuore, eppure la categoria del bloggers, come quella dei giornalisti locali, nasconde parecchi non-giornalisti che cercano lo scoop dovunque e lui non vuole che io scriva qualche fregnaccia usando lui come <em>trigger</em>. Che poi La Verità Dietro Miss Italia è un pò come Tutto Quello che Dovreste Sapere sull&#8217;Acqua Naturale: troppi film americani dal 1982 ad oggi hanno rovinato la grammatica esistenziale degli italiani, ormai facciamo assomigliare i nostri mestieri e le nostre parole alle frasi fatte di Al Pacino. In ogni caso non ce la faccio a trapanare la scorza, nemmeno quando provo il mio sguardo da bracco ferito con le guanciotte.</p>
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<p>Gli chiedo se vede Miss Italia fra trentanni come nel film Minority Report, tipo che la Miss esce dallo schermo e la vedi nel salotto di casa tua e poi la giri con i guantini con gli elettrodi, ma non è che la tocchi perchè quella è un&#8217;assonometria cavaliera in 3d mentre la ragazza di ciccia è da qualche altra parte. Nicola si schianta a ridere, ma capisco che annuisce, i tempi stanno cambiando, tutto sta diventando interattivo, persino il concorso di bellezza più importante e tradizionale del mondo &#8211; hey, siamo in Italia, sull&#8217;estetica c&#8217;abbiamo il copyright. Abbiamo ingranato. Abbiamo trovato il nostro alfabeto che inizia dalla n di nuove tecnologie, dove io faccio la parte di me stessa: un&#8217;allegra smanettona. E lui fa il direttore di una rete che si vede solo su internet. <em>Miami, New York</em>. Questa la risposta quando gli chiedo del suo viaggio elettivo, daltronde viene dalla Capitale, capisco che nulla sotto il milione di abitanti sia nemmeno contemplabile. Arte contemporanea, scenari di oggi, previsioni di domani: sto parlando con il futuro del concorso. Sto parlando anche con Nicola, 23 anni, indefesso lavoratore in Miss Italia, figlio di Patrizia e nipote di Enzo, per gli amici Homus Defilatus.</p>
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