ENZO MIRIGLIANI: 50 ANNI DA PATRON DELLE MISS

Da Santa Caterina sullo Jonio alle nevi del Trentino, dalla guerra in Africa alla moda. La famiglia punto fermo della sua vita. Le miss come lavoro e gioco. Enzo Mirigliani, terzo di sei fratelli, era nato a Santa Caterina sullo Jonio (Catanzaro) il 22 aprile 1917 ed è morto il...

ENZO MIRIGLIANI: 50 ANNI DA PATRON DELLE MISS

Da Santa Caterina sullo Jonio alle nevi del Trentino, dalla guerra in Africa alla moda. La famiglia punto fermo della sua vita. Le miss come lavoro e gioco.

Enzo Mirigliani, terzo di sei fratelli, era nato a Santa Caterina sullo Jonio (Catanzaro) il 22 aprile 1917 ed è morto il 26 settembre 2011 a Roma, nel Policlinico Gemelli, dove era ricoverato. Aveva 94 anni.

Poco più che diciassettenne, si era arruolato volontario nell’Esercito dove rimase fino al 1952. Ha combattuto anche in Africa dove, a El Alamein, ha partecipato alle vicende che videro protagonista il generale Rommel.

Sposato da 64 anni con Rosy Ragno, conosciuta a Trento, dove si trovava la sua caserma, ha due figlie, Rosaria e Patrizia. Quest’ultima lo ha affiancato nella sua attività per poi sostituirlo, dieci anni fa, anche se non ha mai rinunciato ai suoi consigli.

Enzo Mirigliani si è occupato di concorsi di bellezza dal 1953 dopo essersi dedicato, a Trento, con la moglie, ad una casa di moda. Nel 1957 gli viene affidata l’organizzazione di Miss Italia nel Trentino Alto Adige e due anni dopo diventa patron del concorso, ereditandolo da Dino Villani, creatore della manifestazione nel 1939. La  prima reginetta di Mirigliani, eletta a Ischia, è stata Marisa Jossa, napoletana, mamma di Roberta Capua, Miss Italia 27 anni dopo, nel 1986.

Di Miss ne ha elette 50, tanti sono gli anni che in pratica l’hanno visto alla guida della manifestazione. Di candidate - si calcola - ne ha selezionate almeno un milione, tutte ragazze della porta accanto, slogan tutto suo, una specie di bandiera del concorso, cioè normali, non dive o top model, ma comuni, come le dattilografe, le commesse, le impiegate,  le studentesse che si incontrano sul pianerottolo di casa.  Mirigliani le ha portate tutte in  passerella, “principesse di un giorno” o, almeno, di un anno.

Nel 1990, su suggerimento di Maurizio Costanzo, ha abolito le canoniche misure delle miss (90-60-90) e, quattro anni dopo,  ha aperto il concorso alle donne sposate e alle mamme, oltre che a quelle straniere con cittadinanza italiana. Scalpore ha fatto nel 1996 l’elezione di Denny Mendez, unica miss di colore. “Denny ha diviso l’Italia”, scrissero i giornali (“non rappresenta la bellezza italiana”), ma altri sottolinearono: “Mirigliani sorprende ancora una volta e anticipa i tempi. Con Denny il Concorso ha abbattuto un’altra barriera”, oppure: “la vittoria della Mendez  è la vittoria di Enzo Mirigliani”.

In ricordo del padre, emigrato negli Usa, ha ideato nel ’91 Miss Italia nel Mondo per le ragazze di origini italiane residenti all’estero. Le finali dei suoi due concorsi vengono trasmesse in tv in tutti i continenti.

Ha dato vita ad altre iniziative di successo, come “Un volto per il cinema”, “Il Meeting del Cinema Mediterraneo”, il premio letterario “Donna”, “Il televolto dell’anno”, “Il Festival del Piano bar”, perfino “Il cane e il suo padrone”, ma la sua più bella invenzione è stata “La Sartina d’Italia”, protrattasi dal ’64 al ’70, una carovana in giro per dieci regioni, ogni sera uno spettacolo, con le ragazze impegnate nei teatri a confezionare abiti con la macchina per cucire davanti a famose sarte (Biki, Germana Marucelli, Wanda Roveda, Clara Centinaro); i presentatori erano Nunzio Filogamo, Mike Bongiorno, Corrado, Daniele Piombi, Nuccio Costa, ai quali si aggiungeranno poi a Miss Italia Pippo Baudo, Fabrizio Frizzi, Carlo Conti. E a cantare per le sartine c’erano gli artisti in voga, compreso un giovane Claudio Baglioni alle sue prime apparizioni in pubblico.

Di Mike Bongiorno (“quante ne abbiamo fatte insieme io e Mirigliani”, ripeteva spesso) e di Pippo Baudo potremmo parlare a lungo, tanti sono gli spettacoli che li hanno visti accanto. 

Talent scout, custode del mito della bellezza italiana, fabbricante di sogni e di illusioni, animatore della manifestazione più futile e più amata, ambita e criticata, egli stesso un mito, un’istituzione, proverbiali occhi azzurri, sempre in attività, il suo concorso prima di tutto: ecco chi  è Mirigliani, secondo le definizioni, nel tempo, della stampa e dei suoi innumerevoli amici. Tutti gli hanno sempre riconosciuto di aver condotto un concorso corretto, sano, e di aver indicato, nel rispetto delle ragazze e delle loro famiglie, un modello di bellezza semplice e pulito.

Osannato dalle sue miss come un divo, conosciuto da tutti, grande carisma, nonostante che abbia sempre cercato di rimanere dietro le quinte, Enzo Mirigliani è stato il “patron” per antonomasia.

Considerato sin dagli anni ‘50 un trampolino di lancio per il mondo del cinema, e più tardi della televisione, contestato negli anni ‘70 da frange di sinistra e dalle femministe, boom televisivo dall’88 in poi con Raiuno, al di là di elogi e critiche, il concorso rappresenta l’immagine del costume dell’Italia del dopoguerra: la storia di Enzo e quasi tutta la sua vita sono stati scanditi dall’amore per questa manifestazione.

Sogni, successi, trionfi, amori: tutto è accaduto durante questo concorso, dal quale sono emersi personaggi come Sofia Loren, Lucia Bosé, Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano, Eleonora Rossi Drago, Gianna Maria Canale, Fulvia Franco, Giovanna Ralli, tanto per citare le più famose. Una rassegna di bellezza in cui sono stati coinvolti, come giurati o in veste di osservatori, fior di intellettuali, artisti, giornalisti, uomini di spettacolo, come Vittorio De Sica, Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Cesare Zavattini, Leonida Rèpaci, Giovanni Guareschi, Luchino Visconti, Alfonso Gatto, Sem Benelli, Orio Vergani, Giovanni Mosca, Totò, Alberto Lattuada, Arturo Tofanelli. E, in seguito: Marcello Mastroianni, Monica Vitti, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale, Maurizio Costanzo, Alain Delon, Lina Wertmuller, Dino Risi, Catherine Deneuve, Giancarlo Giannini, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, Paolo Bonolis, Giorgio Panariello. Sempre nella giuria delle finali, di recente hanno fatto la loro apparizione gli attori Bruce Willis, Sylvester Stallone, Andy Garcia.

Mirigliani ha ricevuto dal presidente Carlo Azeglio Ciampi l’onorificenza di Commendatore al merito della repubblica e, in Campidoglio, a Roma, il “Premio della simpatia”, istituito da Aldo Palazzeschi e Domenico Pértica. Ma il riconoscimento per lui più bello è quello del figlio di Dino Villani, Stelio: “mio padre – ha detto – non poteva riporre in mani migliori il concorso al quale teneva tanto”.

Memorabile è stata la festa preparata a Roma da Patrizia per i 90 anni del papà che ha riunito tante persone (“un mondo d’amore” è stata definita) alla quale sono intervenute le Miss Italia degli ultimi decenni e tanti personaggi vicini al Concorso: un omaggio al “piccolo calabrese grande gentiluomo” che del resto, nel suo peregrinare per l’Italia, è stato accompagnato da giornalisti e fotografi, molti dei quali - come una sua particolare famiglia - l’hanno seguito per oltre 30 anni, ogni estate con lui a parlare e a scherzare fino all’alba. Uno di essi ha scritto: “Mirigliani per natura ama il benessere, ma andrebbe a vivere sotto un ponte piuttosto che compiere una scorrettezza”.

Tra le ragazze che hanno partecipato a Miss Italia sotto la sua gestione alcune sono diventate attrici, conduttrici televisive, show girl, modelle: Stefania Sandrelli, Ombretta Colli, Gianna Serra, Delia Boccardo, Lorenza Guerrieri, Maria Grazia Buccella, Raffaella Baracchi, Anna Kanakis, Maria Grazia Cucinotta, Roberta Capua, Mirka Viola, Simona Ventura, Alba Parietti, Federica Moro, Claudia Pandolfi, Romina Mondello, Anna Falchi, Cinzia Lenzi, Michela Rocco di Torrepadula, Martina Colombari, Anna Valle, Denny Mendez, Christiane Filangieri, Rossella Brescia, Carmen Russo, Sabrina Salerno, Milly D’Abbraccio, Pamela Prati, Cinzia De Ponti, Susanna Huckstep, Eleonora Benfatto, Gloria Zanin, Tania Zamparo, Serena Autieri, Luisa Corna, Emanuela Folliero, Mara Carfagna, Annalisa Minetti, Valentina Pace, Annalisa Mandolini, Marika Coco, Manila Nazzaro, Vincenza Cacace, Caterina Murino, Anna Safroncik, Lucina Campisi, Morena Salvino, Maria Mazza, Benedetta Mazza, Roberta Giarrusso, Ilary Blasi, Ilaria Spada, Anna Gigli Molinari, Erika Pintore, Elena Ossola, Roberta Morise, Sabrina Passante, Maria Pia Aricò, Sara Brusco, Donatella Salvatico, Monica Riva, Desy Lucini, Eleonora Pedron, Francesca Chillemi, Lucia Galeone, Federica Nargi, Barbara Matera, Chiara Perino, Arianna Marchetti, Elisa Silvestrin, Chiara Edelfa Masciotta, Claudia Andreatti, Cristina Chiabotto e Miriam Leone. Le ultime due hanno debuttato in televisione con successo  quando ancora erano “in carica” come Miss Italia.

I RACCONTI DI MIRIGLIANI

Da Santa Caterina a El Alamein «Ho lasciato il mio paese, Santa Caterina sullo Jonio, a 17 anni e mezzo, e mi sono arruolato volontario...

I RACCONTI DI MIRIGLIANI

Da Santa Caterina a El Alamein

«Ho lasciato il mio paese, Santa Caterina sullo Jonio, a 17 anni e mezzo, e mi sono arruolato volontario nell’Esercito, prima alla Scuola di Motorizzazione di Bologna e poi alla Sezione Automezzi di Trento, caserma ‘Cesare Battisti’. Nel 1940, con i gradi di sergente maggiore, sono partito per l’Africa settentrionale: comandavo una squadra di motociclisti e facevo la staffetta su una moto Guzzi.
Gli episodi da raccontare sul periodo trascorso in Africa sono molti, ma vale la pena di soffermarsi su El Alamein e su una mattina che Mirigliani non dimenticherà mai.

Non ero nemmeno in servizio, ma alle 6 ero già in piedi quando, con il piccolo aereo chiamato ‘Cicogna’, vidi arrivare il generale Rommel. Il mio capo era il tenente Ruffo di Calabria, quasi mio compaesano. All’uomo di guardia dissi di avvertirlo subito, ma quello era incredulo. “C‘è Rommel – ripetei – datevi da fare”. Poi siamo rimasti con lui in attesa del colonnello. L’episodio è curioso perché lì per lì ho ricevuto molti elogi per aver fatto fronte alla situazione, ma tutto passa in secondo piano dinanzi alla tragedia avvenuta poco dopo.

Non so come mi sono salvato. Ricordo che il mio gruppo doveva occupare una postazione e Rommel diceva: voi dovete attaccare dopo il bombardamento dell’ Ariete, verso le 14. Ad un certo punto abbiamo notato uno sbandamento e io sono andato a vedere. Ho percorso un tratto di strada in una confusione indescrivibile, in mezzo alle pallottole, e mi sono reso conto che il nostro battaglione non c’era più, distrutto. Allora ho dato l’allarme, ma non c’ era più niente da fare. Poi, il giorno dopo, qualcuno mi ha chiamato e mi ha detto di andare al quartiere generale a riferire ciò che avevo visto. Mi ricordo il disagio, il dolore, e anche il vento che non ci faceva stare in piedi…La mia guerra è finita così. Qualche giorno dopo è arrivata una lettera dell’arciprete di Santa Caterina: mi informava che mia madre non stava bene e mi hanno dato dieci giorni di licenza».

Io e Rosy, un amore che dura da 64 anni:

«Ho lasciato il mio paese, Santa Caterina sullo Jonio, e mi sono arruolato volontario nell’Esercito, prima alla Scuola di Motorizzazione di Bologna e poi alla Sezione Automezzi di Trento, caserma ‘Cesare Battisti’. Nel 1940, con i gradi di sergente maggiore sono partito per l’Africa settentrionale: comandavo una squadra di motociclisti e facevo la staffetta su una moto Guzzi. Al ritorno a Trento, con la mia inseparabile moto, passavo spesso sotto la finestra di Rosy: l’avevo vista in un giardino con la mamma. La ragazza era sempre in bicicletta e sembrava che mi evitasse, ma via via ampliava sempre più il suo giro per avvicinarsi al punto dove io ero in postazione e… in osservazione. Un giorno mi presentai alla madre e le chiesi se potevo fare una passeggiata con la figlia che era - ed è - bellissima. Così nacque l’amore. Ci siamo sposati il 24 settembre di 63 anni fa».

«Se Rosy è stata gelosa non me l’ha mai detto esplicitamente. Ma il motivo è semplice: l’ho sposata per amore e siamo sempre stati felici. E abbiamo due figlie splendide e un nipote, Nicola, che adoriamo. La mia vera miss, tra le migliaia di ragazze che ho visto in tutti questi anni, è lei. Le debbo anche molta gratitudine poiché la mia attività mi ha portato spesso lontano dalla famiglia, ma lei mi è stata ugualmente sempre vicina e mi ha aiutato a superare i momenti di difficoltà. Se il concorso è arrivato alla 71/ma edizione, lo si deve anche a lei».

Il mio paese

«Santa Caterina sullo Jonio è in provincia di Catanzaro. Ho mantenuto lì una mia casetta per non dimenticare le mie origini. Quando l’ho lasciato, il mio paese aveva duemila abitanti e gli uomini, come da tradizione, erano quasi tutto emigrati perchè non c’era lavoro. Ho sempre detestato la parola ‘emigrante’. Due palazzi del marchese e del barone si ergevano su tutto. Poi c’erano case sparse su una collina arsa dal sole, 500 metri più su della marina e dello Jonio. In onore di mio padre e di tutti gli emigranti ho dato vita, così, a Miss Italia nel Mondo facendo partecipare le ragazze italiane che vivono all’estero».

La mia vita in poche righe

«Da ragazzo pensavo solo a svagarmi e a rovinare le scarpe giocando a pallone nella piazza del paese. Poca passione per lo studio, molta per l’avventura e per le ragazze. Quando ho capito che a Santa Caterina non c’era alcuna prospettiva, mi sono arruolato. Quando sono stato congedato, io e mia moglie abbiano realizzato una casa di moda, la ‘Linea Mirigliani’, che ebbe un certo successo. Diciamo che avevamo anticipato l’attività dei grandi stilisti. Mia moglie era molto brava e io altrettanto abile a ‘piazzare’ il prodotto. Probabilmente sarebbe stato questo il mio lavoro. Sono stato però distolto e attratto dai concorsi di bellezza e per 50 anni non ho fatto altro. Ma non è poco».

I miei genitori, Nicola e Rosaria

«Mio padre è emigrato negli Stati Uniti, prima a Filadelfia e poi a New York. L’ho visto poco. Era un uomo fascinoso con grandi occhi azzurri. Mi ricordo i giorni in cui tornava a casa, ma erano occasioni molto rare, fino al ritorno definitivo a causa di una malattia contratta sul lavoro che l’ha portato alla morte a 40 anni. Non ha fatto in tempo a costruire una fabbrica per la produzione della birra, come aveva visto fare in America. Mia madre gestiva un negozio di generi alimentari. Era una donna forte, dolce, autoritaria, ammirevole, abituata alle rinunce e ai sacrifici. Solo apparentemente dura, come la vita le imponeva di essere. Ha saputo crescere i figli da sola, senza mai una piega: tre maschi e tre femmine, nell’ordine Teresa, Alfredo, io, Maria, Elvira e Antonio (chiamato Totò)”. Mirigliani ha raccontato più volte episodi che riguardano mamma Rosaria. Per esempio, alla partenza dal paese, quando decise di arruolarsi, fu accompagnato alla stazione da lei che però non l’abbracciò e non lo salutò come avrebbe voluto. Anni dopo le chiese il motivo (dandole del Voi come sempre). “Perché non mi avete abbracciato quella volta? Perchè mi avete negato i vostri baci?“ “Te ne ho dati tanti!” – “Ma quando?” “Mentre dormivi. E non ti ho stretto a me, sul marciapiede della stazione, perchè altrimenti non ce l’avresti fatta a lasciarmi. E che cosa avresti fatto se tu fossi rimasto?”. “Oggi so - è il commento di Mirigliani - che quei modi spartani mi hanno fatto diventare forte e che, grazie a lei, tutta la mia vita è stata una bella galoppata».

Il Concorso

«Miss Italia ha attraversato un lungo periodo della nostra storia e in 70 anni ha visto i cambiamenti della società: dalla guerra, alla ricostruzione, al boom economico, alla contestazione, agli anni della televisione e poi di internet. Il Concorso è andato di pari passo con l’evolversi della storia e in qualche caso ne ha anticipato i tempi. Basta guardare le ragazze, le loro prime foto e le sfilate recenti, per verificare in che modo esse sono cambiate e come sono stati modificati i canoni della bellezza. Si può dire in linea di massima che le trasformazioni avvengono una volta ogni 10-15 anni, sia pure in modo graduale: si è passati dalla maggiorata fisica alla ragazza acqua e sapone, alla ‘donna grissino’, per tornare poi ad una bellezza più carnale. La ritrovata femminilità è poi esplosa negli ultimi anni con il trucco e le pettinature di taglio molto moderno. Negli anni Duemila i canoni non esistono più poiché – come dice Umberto Eco – siamo di fronte ad infiniti modelli compresenti di bellezza, ad un politeismo della bellezza. E’ poi cambiato anche lo spirito delle concorrenti e i motivi per i quali partecipano a Miss Italia. All’inizio (anni 40-50) le miss erano oggetto dell’attenzione di registi e produttori cinematografici, poi il Concorso è diventato un gioco; quindi si assiste in questi anni alla presenza di ragazze determinate che conoscono bene i loro obiettivi, preparate e pronte - com’è giusto – a sfruttare la popolarità della manifestazione. Oggi il ventaglio delle possibilità artistiche è molto ampio ed è facile intravedere nella sfilata di Miss Italia un trampolino di lancio verso il successo. Oppure, più semplicemente, verso un lavoro. I fatti danno loro ragione: sono numerose le ragazze che, dopo aver partecipato a Miss Italia, sono impegnate nella televisione, nella moda, nella pubblicità, nelle fiction e, marginalmente, nel cinema».

Enzo: il profilo di Berselli

«Adolescenza turbolenta, grande passione per le ragazze, sedicente attore, volontario nell’esercito a 17 anni, sergente maggiore in...

Enzo: il profilo di Berselli

«Adolescenza turbolenta, grande passione per le ragazze, sedicente attore, volontario nell’esercito a 17 anni, sergente maggiore in Africa orientale, combattente ad El Alamein, fuggito da un campo di raccolta tedesco in Italia grazie all’aiuto di una ragazza … Ovvero la vita come avventura, o come leggenda. Difficile districare il mito, il racconto, il romanzo apocrifo e la biografia reale”: così lo scrittore Edmondo Berselli descrive Enzo Mirigliani nel volume pubblicato recentemente da Mondadori: “Miss Italia, 1939-2009: storia, protagoniste, vincitrici».

Mirigliani tra le miss

«E’ Mirigliani - scrive - a inventare, a perfezionare, a imporre la formula e lo spirito del Concorso. Per lui la ragazza che partecipa e vince a Miss Italia non deve essere un monstrum di bellezza, una silhouette irraggiungibile, ma deve apparire come ‘la ragazza della porta accanto’, una donna vera, certamente avvenente e desiderabile ma consegnata a un’idea di normalità e di sana quotidianità. Mirigliani ha sempre avuto un’idea di Miss Italia come una premessa e insieme una conseguenza della civiltà di massa e, quindi, senza aver paura di esagerare, della vita democratica. Non si può negare che la personalità di Mirigliani ha provato a tenere insieme ‘democraticamente’ il lato più spettacolare e appariscente del Concorso con un aspetto più familiare e domestico».

ENZO MIRIGLIANI: LE MIE MISS

«La Miss Italia più bella è sempre la prossima, quella che deve essere eletta. Tutte le altre sono nel mio cuore e nella mia memoria, ma preferisco non fare graduatorie; ognuna ha avuto il suo fascino e la sua storia, grande o piccola, nell’epoca in cui è stata...

ENZO MIRIGLIANI: LE MIE MISS

«La Miss Italia più bella è sempre la prossima, quella che deve essere eletta. Tutte le altre sono nel mio cuore e nella mia memoria, ma preferisco non fare graduatorie; ognuna ha avuto il suo fascino e la sua storia, grande o piccola, nell’epoca in cui è stata eletta». Così Enzo Mirigliani. Qual è per lui la più bella, o quella che ricorda più volentieri? Insistendo, qualche nome viene fuori.

Non ha certo dimenticato Marisa Jossa, eletta nel suo primo anno da patron nel 1959. «Era bellissima, tipico fascino mediterraneo. Appena incoronata disse: ‘Cinema? Tv? Niente di tutto questo. Io voglio solo sposarmi e avere figli.’ Ventisette anni dopo la rividi a Ortisei, nel trentino. ‘Sono qui con mia figlia, Roberta Capua, vuol diventare Miss Italia’. Ancor più bella della madre, fu eletta a furor di giuria».

«Ricordo bene Mirka Sartori, bellezza classica e dolce, eletta nel ’64: non voleva venire a Salsomaggiore perché era fidanzata. Erano entrambi molto gelosi. Si sposarono sei mesi dopo quando lei era ancora Miss Italia. E poi, nel 1968, Graziella Chiappalone, calabrese, che preferì gli studi alle proposte di Federico Fellini e di Luchino Visconti: laureatasi in filosofia con 110 e lode, si è dedicata all’insegnamento. Quanto è brava Anna Kanakis che si è impegnata, si è preparata ed è oggi una grande attrice di cinema e di fiction. Era una ragazzina quando l’abbiamo eletta nel ’77 a S. Eufemia d’Aspromonte».

gruppo miss 1989 insieme a Mirigliani

Una Miss Italia che ricorreva spesso nelle citazioni del patron è Cinzia Lenzi, che ha vinto nel 1980: «In una donna, per me, lo sguardo è tutto, e Cinzia ha gli occhi più belli che io abbia mai visto nella mia vita». «Difficile – spiegava Mirigliani – dimenticare Federica Moro e l’immagine di quella morettina che a Sanremo, nel 1982, si presentò con un grande cappello da cow-boy, jeans e stivaletti. Una ragazza perfetta. Che sceneggiate in giuria tra Ugo Tognazzi, Pasquale Festa Campanile e Edwige Fenech! Federica è una delle poche Miss Italia con la quale non ci siamo visti molto, ma le voglio un gran bene».

Di Mirka Viola, «Miss Italia per una sera», squalificata nel 1987 perché – in contrasto con il regolamento - sposata e mamma, il patron potrebbe parlare per ore. In questi anni l’ha ricordata mille volte e probabilmente è lei la Miss del suo cuore. «Mi disse: ‘Sono meno bella perché ho un figlio? Ho sempre sognato questa corona e il titolo moralmente è mio’. Mirka era ed è straordinariamente bella, un gran tipo. Non a caso l’hanno voluta poi in tutti i programmi, fiction etc. Michela Rocco di Torrepadula, che fu eletta al suo posto, non aveva niente da invidiarle, con la sua figura da gazzella e l’eleganza da principessa. Ha poi studiato e si è affermata in ciò che ha scelto di fare, cioè la moda e i film tv della Rai».

L’elezione di Miss Italia si è spesso portata dietro qualche polemica, come nel caso di Nadia Bengala, nel 1988, la prima miss dell’éra di Raiuno e di Fabrizio Frizzi che si attirò qualche contrasto da parte delle mamme delle altre concorrenti. «Il suo titolo fu in bilico a causa di un suo impegno con Mediaset, ma poi tutto fu risolto. Ammiro molto Nadia perché è una grande professionista nel suo lavoro, prima come modella, poi come attrice. In questi anni ci siamo incontrati in tante nostre manifestazioni».

«Martina Colombari è stata la tipica Miss Italia della porta accanto, una bambina, appena sedicenne, che veniva da noi accompagnata dai genitori. Poi ha fatto passi da gigante. E’ sempre più bella, bravissima, professionalmente elegante. Penso che la sua carriera non sia ancora cominciata perché può raggiungere ben altri traguardi. Sono fiero di lei. Un’altra diventata più bella di quando vinse il titolo è Gloria Zanin, una persona intelligente, moderna e simpatica».

Chi altra ancora? Denny Mendez è un caso a parte: ha partecipato e vinto dividendo l’Italia, ma difesa dal suo patron.

Dice infine Mirigliani: «sono orgoglioso di tutte, ma non posso non ammirare coloro che, pur essendo indaffarate con i vari impegni seguiti al titolo vinto e distratte da mille cose, si sono laureate a pieni voti, come Alessandra Meloni, Gloria Bellicchi, Tania Zamparo, o si sono diplomate durante l’anno da Miss, studiando in treno o in aereo. E’ il caso di Claudia Trieste e Francesca Chillemi, ma forse ce ne sono altre».

Una miss particolare è stata Sofia Loren. «Mi piace pensare - dice Enzo Mirigliani – che un piccolo contributo alla sua carriera, un incoraggiamento, Sofia l’abbia ricevuto anche da Miss Italia che allora era guidata dal grande Dino Villani; poi il merito va tutto alla sua straordinaria bravura e al suo fascino. Il concorso può esserle servito anche grazie alla reazione che ebbe in quella occasione. Le cronache, ma anche i racconti che mi sono stati fatti da Villani, parlano di una Scicolone stizzita per non aver vinto. Ogni volta che il nome dell’attrice viene accostato a Miss Italia ci si chiede come sia stata possibile la valutazione della giuria. Eppure era composta da nomi importanti del giornalismo, come Orio Vergani, che ha poi raccontato perché bocciò la Loren (“troppo alta, del genere ‘pertica’, sembrava male impostata, ‘troppo bocca’”); o come l’impresario teatrale Remigio Paone, o il produttore cinematografico milanese Mambretti, che coniò il titolo di Miss Eleganza per non rimandarla a casa a mani vuote. I giurati alla fine cercarono di confortarla e chiesero alla ragazzina: ‘che cosa vuoi fare? Sai cantare, vuoi ballare, vuoi fare teatro dialettale, la rivista?’. E lei: ‘o cinema o niente’».

Dice ancora Mirigliani: «Tutti gli anni ho cercato di averla in giuria, o come ospite, ma era sempre molto impegnata. Rivederla nelle strade di Salsomaggiore è stato il mio sogno e quando è venuta da noi abbiamo fatto festa. La volevo proprio accanto a me. Io e Sofia ci parliamo con gli occhi, con lo sguardo, con un sorriso: facciamo parte della stessa storia. La sua carriera è partita da qui: me lo ripete sempre. E mi fa piacere quando dice che Miss Italia è lo specchio del nostro Paese perché tutto avviene alla luce del sole e ci coinvolge tutti. Villani e Cesare Zavattini avevano ragione. Mi dicevano: ‘ricordati, tutti parleranno sempre di Sofia, come se fosse stata Miss Italia, come se lo fosse sempre, anche se il titolo non l’ha mai vinto’».

Enzo Mirigliani: le Date

Era nato a Santa Caterina dello Jonio (Catanzaro) il 22 aprile 1917. Figlio di Nicola, emigrato negli Usa, e di Rosaria; terzo di sei fratelli, a 17...

Enzo Mirigliani: le Date

Era nato a Santa Caterina dello Jonio (Catanzaro) il 22 aprile 1917.

Figlio di Nicola, emigrato negli Usa, e di Rosaria; terzo di sei fratelli, a 17 anni si è arruolato nell’Esercito (fino al ’52) ed ha combattuto anche in Africa (“a El Alamein ho visto Rommel dare l’ordine di attacco, poi il Reggimento si è sfaldato”).

Famiglia: sposato dal 1947 con Rosy Ragno, figlia di un funzionario di Polizia, ha due figlie, Rosaria e Patrizia, patron del concorso, ed un nipote, Nicola, 22 anni.

Lavoro: Terminata la guerra, ha aperto a Trento una casa di moda (“Confezioni Mirigliani”) insieme alla moglie. Dal 1955 si occupa di concorsi di bellezza, nel 1957 è agente per il Trentino-Alto Adige di Miss Italia e dal 1959 è l’organizzatore del Concorso. Fino al 1977 ha lavorato a Milano; quindi ha trasferito i suoi uffici a Roma. Ha eletto 50 Miss Italia. Ha abolito le canoniche misure delle miss (1990), ha aperto il Concorso alle donne sposate e alle mamme (1994), oltre che alle ragazze straniere (anche di colore) con passaporto italiano; in ricordo del padre emigrato negli Stati Uniti, ha ideato Miss Italia nel Mondo (’91). Le finali dei suoi due concorsi sono trasmesse in tv in tutti i continenti.

Enzo Mirigliani

Ha dato vita a varie rassegne di successo: “Un volto per il Cinema”, “Il Meeting del Cinema Mediterraneo”, il premio letterario “Donna”, “Il Televolto dell’anno”, “Il cane e il suo padrone”, “Il Festival del Piano Bar” ed altre legate a Miss Italia (“Ragazza In Gambissime”, “Modella Domani”). La sua più bella invenzione è stata “La Sartina d’Italia”, protrattasi dal 1964 al 1970, una carovana in giro per dieci regioni, con donna Vittoria Leone spesso madrina: durante gli spettacoli, ragazze di tutta Italia confezionano abiti con la macchina per cucire davanti a famose sarte, come Biki e Marucelli, presentate da Nunzio Filogamo, Mike Bongiorno, Corrado, Daniele Piombi, Nuccio Costa e con i cantanti più in voga, compreso un giovane Claudio Baglioni al debutto in pubblico.

Riconoscimenti: Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito il 27/12/99 l’onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica. Nel 1997 ha ricevuto in Campidoglio, a Roma, quale “custode del mito della bellezza”, il “Premio della simpatia” istituito da Aldo Palazzeschi e Domenica Pèrtica. Il 13 settembre 2003 il Comune di Salsomaggiore (“terra dalla quale per molti anni ha raccontato la storia del costume del Paese”) gli ha concesso una onorificenza per aver contribuito a valorizzare le caratteristiche peculiari della città. Ha vinto due volte il “Gran Premio Internazionale della Tv” del settimanale “Tv Sorrisi e Canzoni” (“Telegatto”).

Hobby: il sabato e la domenica ha fatto per anni footing a Villa Pamphili, ma il suo vero hobby è sempre stato il lavoro. Ha sempre fatto vita privata, famiglia saldissima; poche ore di sonno, cervello sempre in movimento, mai in ferie. Alimentazione spartana: al mattino, come colazione, oltre un litro di acqua tiepida, frutta e fette biscottate.

Frasi: “Miss Italia è la ragazza della porta accanto, semplice, comune, quella che incontri in ascensore; un tempo era la sartina, la dattilografa, oggi è la studentessa, l’impiegata, la commessa”. “Ciò che mi colpisce delle miss è soprattutto lo sguardo, la luce degli occhi; i più belli che ho visto sono quelli di Cinzia Lenzi, la miss del 1980”.

“Il riconoscimento più lusinghiero che ho ricevuto è quello di Stelio Villani, figlio di Dino, ideatore di Miss Italia: mio padre – ha detto – non poteva riporre in mani migliori il Concorso al quale teneva tanto”. “Miss Italia è un’esperienza unica, non si dimentica per tutta la vita. Alcune miss conservano a casa, ben ripiegata, la fascia del titolo vinto 30-40-50 anni fa”. “Dopo Miss Italia si può diventare Sofia Loren, la Bosè, la Cucinotta, la Colombari, Anna Valle, la Chiabotto, una brava madre di famiglia o, naturalmente, entrambe le cose.” “La mia miss, finito il gioco, deve tornare a casa, studiare, sposarsi e formare una famiglia: questa è la vera ricchezza”. “Miss Italia è di tutti gli italiani, appartiene ai genitori delle ragazze”.

Miss: tra le ragazze che hanno partecipato a Miss Italia sotto la sua gestione alcune sono diventate attrici, conduttrici televisive, show girl, modelle: Stefania Sandrelli, Ombretta Colli, Gianna Serra, Delia Boccardo, Lorenza Guerrieri, Maria Grazia Buccella, Raffaella Baracchi, Anna Kanakis, Maria Grazia Cucinotta, Roberta Capua, Mirka Viola, Simona Ventura, Alba Parietti, Federica Moro, Claudia Pandolfi, Romina Mondello, Anna Falchi, Cinzia Lenzi, Michela Rocco di Torrepadula, Martina Colombari, Anna Valle, Denny Mendez, Christiane Filangieri, Rossella Brescia, Carmen Russo, Sabrina Salerno, Milly D’Abbraccio, Pamela Prati, Cinzia De Ponti, Susanna Huckstep, Eleonora Benfatto, Gloria Zanin, Tania Zamparo, Serena Autieri, Luisa Corna, Emanuela Folliero, Mara Carfagna, Annalisa Minetti, Valentina Pace, Annalisa Mandolini, Marika Coco, Manila Nazzaro, Vincenza Cacace, Caterina Murino, Anna Safroncik, Lucina Campisi, Morena Salvino, Maria Mazza, Benedetta Mazza, Roberta Giarrusso, Ilary Blasi, Ilaria Spada, Anna Gigli Molinari, Erika Pintore, Elena Ossola, Roberta Morise, Sabrina Passante, Maria Pia Aricò, Sara Brusco, Donatella Salvatico, Monica Riva, Desy Lucini, Eleonora Pedron, Francesca Chillemi, Lucia Galeone, Federica Nargi, Barbara Matera, Chiara Perino, Arianna Marchetti, Elisa Silvestrin, Chiara Edelfa Masciotta, Claudia Andreatti, Cristina Chiabotto e Miriam Leone. Le ultime due hanno debuttato in televisione con successo quando ancora erano “in carica” come Miss Italia.

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